martedì 4 giugno 2013

apologia di fascismo

tranquillizzo subito l'agente della polizia postale alla lettura: non perdono al fascismo i suoi ben noti crimini, non inneggio ad una loro riproposizione né faccio niente che credo mi metta nella posizione di star commettendo il reato che porta il nome del mio post (reato d'opinione, fra l'altro, su cui ho da ridire: ma non è il tema di oggi).

voglio però ricordare a chi legge, soprattutto se è un bonci antifa alla 99posse, che NON è il fascismo il nemico del popolo.  non è il fascismo il sistema ideologico malizioso che per primo ha disegnato l'uomo come oggetto, la vita ed il tempo dell'individuo come una merce fra le altre, da utilizzare se utile, ignorare se inutile, sopprimere se dannosa. l'orrore dell'uccisione deliberata di innocenti bisogna essere ciechi o scemi per vederlo nei lager e non tutto intorno a noi. è una costante della nostra storia politica: ci si pone uno scopo e si rimuovono gli ostacoli alla sua realizzazione. l'abbiamo sempre fatto. forse lo faremo sempre. quindi mettetevi l'animo in pace (o meglio toglietecelo l'animo da sta pace imperturbabile di chi si sente buono) e rendetevi conto che il nemico non è stato sconfitto, si è vinto il suo fantoccio baffuto, resta lui.

forse il fascismo è stato il peggior nemico dell'uomo come lo intendiamo oggi per una manciata di anni, ma di suo ha inventato o aggiunto ben poco di utile alla nostra corsa verso l'autodistruzione.
se provate ad uscire per un istante  dal dogma contemporaneo dell'unicità del fenomeno nazifascista, se guardate al mondo di oggi con occhi lucidi, vi accorgerete che di eccezionale resta ben poco in quel ventennio, forse solo la portata mediatica dei suoi crimini.
[a meno che pensiate davvero che le nostre idolatrate libertà costituzionali influenzino in una qualche maniera l'andamento del mondo, e che i matrimoni gay siano ciò per cui vale la pena battersi mentre la gente fuori (e dentro) casa nostra muore: ma allora niente, è tardi, siete stati fregati.]
l'accumulo dei mezzi di produzione nelle mani dei pochi, il lavoro alienato della gran parte della popolazione globale, la distruzione della terra, dei suoi abitanti umani e non, è il peggior nemico dell'uomo. questa cosa si chiama capitalismo. il capitalismo e non il fascismo è il responsabile dello sgorbio che stiamo diventando, dell'instupidimento delle persone, della sostituzione del progresso umano con quello tecnico, della perdita di significato delle nostre esistenze. e la sua portata distruttiva, la sua capacità di appiattire gl'ingegni, di unificare il pensiero eliminandone ogni specificazione, a me pare che non facciano che crescere. non dico a livello storico manualistico, ma proprio durante la mia oramai ventennale esperienza su sto mondo: non so voi, ma io vedo queste cose succedere davanti ai miei occhi.
senza tirare in ballo un senso morale di difficile giustificazione, ci si può aggrappare al raziocinio: viviamo attraverso un sistema di idee illogiche, ci sostentiamo tramite un economia che non può avere vita lunga, siamo riusciti a scindere completamente ciò che facciamo dalle sue conseguenze.



e poi dai: guardate un attimo il militante di casapound (quello con un cervello, ed un cuore), e poi l'imprenditore del cemento di centro sinistra che a cena vagheggia di riformismo. bon. ciao, e viva la rivoluzione!

3 commenti:

  1. son d'accordo secondo me è un altro semplice mezzo per dare qualcosa alla gente da disprezzare, per farli sentire migliori e con "sani principi morali". Ma soprattutto per fare in modo che non si accorgano di quello che succede davanti ai loro occhi.

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  2. Uno dei miei tanti idoli diceva che in Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti.

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