mi si potrà dire fissato, se non prima, dopo questo post. e anche moralizzatore, volendo. del resto mi son spupettato l'intero percorso catechistico mica per niente.
ma, almeno, non mi si potrà dire automobilista.
torno dalla diretta di musiche da bici, programma su radio banda larga che conduco da poco, e che oggi m'ha fatto salire l'estremismo.
il tema di questo post è molto semplice: invita fortemente il lettore ad utilizzare la bicicletta per gli spostamenti urbani. e senza argomentare più di tanto, se non dicendo che è bellissimo andarci.
rifletteteci, scegliete come muovervi. non adagiatevi su scelte che non avete fatto.
se non siete ciclisti abituali, ad oggi, immagino riteniate di avere valide ragioni per non esserlo: ed il lettore del ciapapuer senza braccia mi potrà a ragione obiettare che la bici è un po' un casino per lui.
anche la signorina che necessita di un ciuffo impeccabile per poter interagire serenamente con altri esseri umani, può lasciare e salutarci.
insomma c'è gente che probabilmente non andrà mai in bici, non potrà. spiacendomi per loro, agli altri mi rivolgo, quelli che volendo potrebbero.
servono motivi per usare la bici piuttosto che la macchina o i pullman, ma quelli li trovate su internet se non nelle vostre celluline grigie. io scrivo per dire che è possibile mettere in discussione l'abitudine già sedimentata.
per esempio scoprendo perchè sia così radicata l'idea che ci si sposti in automobile, eccetto eccezioni.
i genitori, tendenzialmente, vanno in macchina.
noi uomini di fine novecento siamo stati cresciuti da una generazione che aveva insieme i mezzi economici ed i limiti di consapevolezza necessari per portarci a scuola la mattina in macchina. una madre, un bambino, e il loro tubo di scappamento. moltiplicati per migliaia di volte tutte le mattine sul solo corso moncalieri, torino.
(e due tre posti vuoti in ogni macchina)
siamo cresciuti che ci si muoveva in macchina, tutto lì. possiamo anche piantarla, considerandola come scelta possibile, ma razionalmente non preferibile ad altre.
comunque niente, andiamo in chiusura: i pullman fanno cagare. davvero, se ti muovi in pullman e ti sarebbe possibile farlo in bicicletta provaci, non tornerai indietro.
torino è piana, regolare, larga, ordinata, bella, fresca, piccolina in fondo. merita realmente di essere usata meglio. non se ne può più di respirarci aria schifosa. ha delle belle piazze, fatte per sfrecciarci la notte senza mani sul manubrio e dei corsi dritti su cui dimenticarsi proprio i freni.
in bici si sta bene, si ha fresco per tre minuti d'inverno, poi il corpo reagisce e si scalda. arrivi alla mèta che puoi tenere la giacca aperta mezz'oretta e goderti la primavera che ancora non c'è.
si suda oltre la mezz'ora di pedalata, anche prima alle volte. ci si incazza quando ti si buca la gomma. ed effettivamente là devi anche sganciare 5 euro al ciclista. che detto per inciso sono i primi cinque euro che ti farà spendere il tuo gioiellino da che l'hai comprato. una buona bici da città, che duri e ti conceda di godere del viaggio, la puoi comprare con meno che due pieni di benza.
dobbiamo come esseri umani smetterla di vivere come se non ci fosse un domani. anche perchè tendenzialmente c'è. ma tanto tutte ste cose le sapete già perchè vivete il mio stesso mondo, alla fine vedetela come vi pare ma è più furbo usare la bici.
ho scritto male e tutto, era un appello accorato non un esercizio di stile.
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