martedì 25 febbraio 2014

charles darwin che sceglie un'alimentazione biologica


da "l'origine delle specie", 1858, cap. IV

"poichè l'uomo può ottenere, e certamente ha ottenuto, grandi risultati con la sua opera di selezione [...], che cosa non può fare la selezione naturale? l'uomo può agire solo sui caratteri esterni e visibili; la Natura, se mi si consente di personificare con questo nome la conservazione naturale o sopravvivenza del più adatto, non tiene conto alcuno delle apparenze, a meno che non siano utili a qualche individuo. essa può agire su ogni organo interno, su ogni ombra di differenza costituzionale, sull'intero meccanismo della vita. l'uomo seleziona soltanto in vista del proprio vantaggio; la Natura soltanto per il vantaggio dell'essere cui rivolge le sue cure. ogni carattere selezionato è tenuto in piena attività dalla natura, come è implicito nel fatto stesso dell'essere stato selezionato. l'uomo raccoglie in uno stesso paese esseri nati sotto climi diversi; raramente egli esercita ciascun essere selezionato in modo peculiare ed appropriato. nutre con gli stessi cibi tanto i colombi a becco lungo quanto quelli a becco corto; non sottopone a diversi esercizi un quadrupede dalla groppa lunga o dalle lunghe gambe; ed espone allo stesso clima gli ovini a vello lungo e quelli a vello corto. non permette ai maschi più vigorosi di lottare per il possesso della femmina. non distrugge rigorosamente tutti gli animali di qualità inferiori, ma, per quanto è in suo potere, protegge tutti i suoi prodotti nel corso mutevole delle stagioni. egli spesso comincia la selezione da forme semimostruose, o per lo meno con modificazioni abbastanza appariscenti da attirare la sua attenzione o da presentare un evidente vantaggio per lui. in natura la più lieve differenza di struttura o di costruzione può rovesciare la ben equilibrata bilancia della lotta per l'esistenza, e così essere conservata. quanto fuggevoli sono i desideri e gli sforzi dell'uomo? quanto breve è il tempo in cui egli dispone! e di conseguenza quanto sono miseri i risultati della sua opera, al confronto di quelli accumulati dalla natura nel corso di interi periodi geologici! è dunque lecito meravigliarsi che i prodotti della natura abbiano un carattere più genuino di quelli dell'uomo, che essi siano infinitamente più adatti alle tanto complesse condizioni della vita, e che portino l'impronta di un magistero assai più perfetto?"



sottolineature e corsivi sono miei, che un testo senza un po' di varietà è brutto.
comunque niente, poco da aggiungere, certo è passato del tempo: probabilmente l'uomo oggi sa agire anche su caratteri interni ed invisibili, a differenza che all'epoca di darwin, e sa addestrare selettivamente i cavalli in base alla loro struttura, traendo da ogni conformazione fisica il miglior rapporto massa/potenza.

rimangono comunque a mio avviso valide due questioni, di questo testo: la differenza nei fini dell'agire umano e della natura, e la scarsa conoscenza che abbiamo del giro della vita, forse un po' troppo scarsa per giocare con i dna.

fra l'altro a me in generale darwin è sempre stato antipatico, ma forse sbagliavo, è un uomo di cuore, anche se di scienza.

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