io cerco un sistemone teorico in cui si incastri tutto, una visione del mondo unitaria che abbracci diritto, morale, scienza dell'anima, politica ed ontologia con un unico sguardo. possibile che sia un'illusione razionalista (o religiosa) ma pace, il problema principale è che l'esperienza moderna ne rifugge. facciamo le cose a pezzetti e le affrontiamo una ad una, come se esistessero di per sé, come avessero un'essenza . a me non piace isolare in eterno i settori del mondo, in pratica finisco sempre fuori tema: quando discuti per bene di qualsiasi cosa di solito finisci a parlare di dio o quantomeno di politica. (o il libro che stai leggendo, che lo puoi tirar fuori a proposito di ogni argomento: tipo questo, che qua ci starebbe).
questo primo (clapclap!) post l'ho scritto per dire che nella dialettica vale tutto, anche dire puttanate (ipotesi false, ma euristiche: che fanno scoprire qualcosa, indirizzano il discorso) perchè il gioco ha uno scopo più alto che ottenere una mediazione democratica fra le parti. il compromesso tendenzialmente pesca il minimo comun denominatore che però mi pare piuttosto magro come bottino.
il bello è però che a partire da tutti i temi del mondo si può dare una lucidata al proprio sistemone, o pure una riverniciata se qualcuno ti dà i colori giusti (ommamma che metafora triste!!)
volevo scrivere sui temi sollevati dal e sul ministro kyenge, o più in largo di cultura o non più cultura o come ci definiamo italiani oggi, che sono carini ed attuali il giusto per sembrare utili, ma manco d'invettiva furiosa al momento anche se la sento arrivare. se avete posizioni in merito, o anche non, c'mon!
o anche su sta premessa, anche voi cercate una spiegazione/interpretazione unica del mondo o sono un integralista?
C'è la non remota possibilità, che a te piace, che questo blog diventi un puttanaio di gente litigiosa che vorrà affermare solo la propria tesi, e io mi divertirò. E tu pure. In ogni caso, esiste uno strumento in grado di mettere insieme tutte le cose del mondo: la matematica. La scienza è matematica, come l'astronomia, l'economia, la politica. Persino il comportamento umano, riconducibile alla scienza, è a sua volta riconducibile alla matematica. Non è un modo freddo e distaccato di vedere il mondo, è che tutto funziona come un enorme meccanismo di cui conosciamo solo qualche marchingegno. Non ci capisco una mazza di matematica, e non la intendo come la scienza perfetta. Però il mondo intero ha un suo ordine logico, causa-effetto, anche quando ci sembra ci siano scelte irrazionali. Ho visto ieri sera Confessions (io ti butto lì un film al posto che un libro), guardalo, lo danno al Massimo, mi ha fatto pensare che le cose irrazionali per qualcuno sono la cosa più razionale del mondo!
RispondiEliminasi la matematica mi piace come struttura del mondo perché noi la possiamo capire e sembra mettere tutte le cose al loro posto, però mi sembra più un linguaggio che una disciplina.. che la scienza dia un sacco di risposte è innegabile ma anche i primitivi si sentivano pieni delle loro risposte mistiche di Sole e Luna personificati finchè le cose non gli sono sfuggite di mano e gli è venuto il dubbio che fosse una utile finzione. secondo me succederà/sta succedendo anche a noi con le spiegazioni scientifiche che sono sempre meno realistiche, piene di eccezioni, e comunque insoddisfacenti rispetto alle nostre pretese. la scienza della tecnica funziona alla grande, ma la scienza del mondo mi sembra soffrire un poco. siamo abituati a dire della scienza che è perfetta, priva di indirizzamento ideologico, fredda ("un tribunale perfetto in cui testimoniano le cose, e le cose non mentono perchè non hanno le nostre passioni e desideri") ma a me sembra poco vero. [causa/effetto è esso stesso una ipotesi!?]. tu di fisica ne hai studiata per medicina o è fuori? a me piace dubitare della scienza e ci sono un sacco di professoroni che sanno come farti dubitare
RispondiEliminahttp://it.wikipedia.org/wiki/David_Bohm tipo bohm, come si può far passare una teoria del genere per scienza e basta?
RispondiEliminanon dico che la scienza sia ad oggi la risposta a tutto, e non credo lo sarà mai, per il semplice fatto che più conoscenza genera soltanto più interrogativi. Però credo davvero che la verità delle cose possa essere spiegata razionalmente, facendo rientrare nel "razionalmente" anche concetti meno "scientifici", come quello di casualità (che di fatto governa la vita a partire dai suoi elementi più piccoli e infimi)o quello di emotività. Dipende un po' da cosa intendi tu per scienza, questo Bohm per esempio, con questa affascinante teoria che non avevo mai sentito, estende il concetto di scienza a questo "ordine atemporale e aspaziale universale, cioè l'Olomovimento"; che si possa definire scienza e basta o qualcosa di più, direi che dipende, per fortuna la scienza è in continuo movimento e si rimodella costantemente, si espande ed evolve; non fatico ad immaginare che una volta i fisici o i chimici fossero in realtà considerati stregoni, appariva come mistico e irrazionale ciò che era sconosciuto, forse oggi queste teorie di quanti, di energie misteriose e di regole segrete sono nient'altro che il primo modo di approcciarsi a nuovi orizzonti che prima o poi verranno spiegati.
RispondiEliminaps - anch'io dubito della scienza, è l'unico modo grazie al quale la scienza va avanti!
per te è una corsa verso la verità, che pian piano stiamo svelando?
RispondiEliminaperò periodicamente una disciplina esplode e salta fuori che tutte le sue credenze precedenti erano fuffa. l'han fatto la chimica, la medicina, la fisica, tutte direi.
forse la scienza in un dato momento storico scopre un po' quello che vuole scoprire poste le premesse teoriche che si dà e gli strumenti che crea per confermare le sue ipotesi, finchè l'incantamento collettivo della comunità degli scienziati crolla di fronte a continui paradossi e correzioni, che portano alla nascita di nuove teorie che partono da nuove premesse e tentano di dare un quadro nuovo che durerà fino a prova contraria. però cosa rende il nuovo livello migliore del precedente? il suo potere predittivo? cioè di dire che una cosa succederà prima che questa succeda? è poco, non è la realtà ma un codice di traduzione della realtà