martedì 11 marzo 2014

secondo dubbio: la gente è stupida?

[al primo dubbio, i potenti sono cattivi?, mi sono dedicato qualche giorno fa su questo blog]

invece oggi ci s'interroga se la gente sia asservita in quanto stupida, o altro.

o, meglio, visto l'inserimento di questo dubbio in un contesto scetticheggiante, la domanda è: la gente sarebbe definibile stupida, qualora non modificasse l'ordine sociale vigente, nel momento in cui  ne avesse le possibilità e l'interesse?
i singoli esseri umani prendono durante la loro vita decisioni libere, o sono mentalmente dipendenti? la visione ambientale, lo sguardo sul mondo che ogni individuo ha, è mediamente più simile a un prato aperto, o ad un incrocio dai semafori terribilmente precisi ed inesorabili?



oso supporre che ci sono già stati momenti nella storia nei quali l'uomo medio avrebbe potuto migliorare la sua condizione di vita, e non l'ha fatto. quindi secondo me sì, l'uomo è stato abbastanza stupido da non fare ciò di cui aveva la possibilità e l'interesse a lungo termine.  anche oggi, 11 marzo 2014, sarebbe un buon giorno per instaurare un governo razionale del mondo, sostenibile nei suoi destini, equo nella divisione dei beni (e dei mali), armonioso e prospero. percarità non è ancora l'una, c'è tempo prima di sera, ma non ho grandi speranze in proposito.
perciò il problema mi assilla: perchè non facciamo ciò che possiamo fare per ottenere ciò che vogliamo?

preciso che oggi sono mosso da un sentimento di amore per il genere umano, non sto dicendo che la massa grezza e manovrabile sia stupida, ma che chiunque è stupido in proporzione a ciò che non fa in direzione del suo bene. la rivoluzione non la sto facendo né io né la signora del pd, fuor di dubbio.


cento schiavi non possono essere tenuti sotto controllo da due fucili, se i cento schiavi si buttano contemporaneamente contro i due aguzzini muoiono due/quattro/sei schiavi e i superstiti possono prendere i fucili e distruggerli, o eventualmente provare a riproporre la cosa lottando per possederli e rivolgerli contro gli altri, che giocoforza saranno meno di prima, meno motivati, più stanchi, e via via il fucile acquisterà un potere relativamente sempre maggiore sulle folle, e non ci sarà più scampo.

perchè i cento schiavi non si sono gettati, ad oggi, sui fucili?

schematizzo in qualche possibilità:
1)l'esistenza di gerarchie di potere fra gli uomini è costitutiva della possibilità del vivere socialmente, ovvero gli schiavi si trovano tutto sommato bene coi fucili puntati addosso, senza i quali trionferebbe l'angoscia.

2)quello descritto è uno stadio primitivo di un'evoluzione politica che va verso la libertà, e quindi gli schiavi non si sono ancora fatti i loro conti, non sanno che buttandosi sui fucili vincerebbero, ma lo scopriranno. o gli piace ancora la sicurezza che ti dà il mirino addosso, ma smetterà di piacergli. o anche gli aguzzini a un certo punto troveranno altre forme di vivere sociale più adatte al loro modo di vedere il mondo, e smetteranno di usare i fucili.

3)siamo già nella fase in cui non c'è più scampo, le rivoluzioni parziali di cui ci racconta la storia sono il meglio che s'è riusciti a fare, ora tocca alla distopia.

4)la spiegazione complottista, sempre affascinante: c'è qualcuno che posiziona enormi semafori davanti a noi per farci incazzare uno con l'altro, e farci stare in coda invece di vivere come si deve. l'umanità è tenuta in stato di subalternità mentale allo scopo di ostacolarne l'ascesa. romanticamente, potrebbe essere dio quello che ci mette i bastoni tra le ruote perchè si spaventa di fronte a ciò che possiamo valere. più probabilmente sono i soliti due aguzzini che fanno il possibile per conservare i loro privilegi.

5)oppure, c'è un motivo per cui razionale e reale non coincidono? un perchè, inteso come lo intende john locke di LOST in questa scena, per cui occorre che la maggior parte della gente viva come la minoranza decide?

onestamente boh...tu lettore hai opinioni?

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